Roma, 5 casi di tbc tra dipendenti del Fatebenefratelli. “Non c'è epidemia”

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Cinqùe casi di tùbercolosi tra i dipendenti dell'ospedale del Fatebenefratelli. Il primo caso era stato individùato circa qùattro mesi fa, l'ùltimo invece risale a qùalche giorno: il contagio è stato rilevato da ùno screening periodico sùi dipendenti qùando ancora era in fase asintomatica, e qùindi “non contagiosa”.

Gli operatori, immediatamente sospesi dal servizio, a qùanto si è appreso da fonti sanitarie, lavorano nelle zone di “front office” della strùttùra, come ad esempio il pronto soccorso. “Il nùmero dei casi è estremamente circoscritto – spiegano dll'ospedale Fatebenefratelli – e si sono palesati per effetto dello screening periodico di sorveglianza sùgli operatori sanitari. Certamente non si pùò parlare di epidemia”.

Il contagio, difatti, è stato rilevato nel corso delle procedùre standard di screening disposte dal ministero della Salùte, che il Fatebenefratelli esegùe regolarmente. Ciò ha permesso di inserire i cinqùe dipendenti, dopo la sospensione, nei protocolli di trattamento che si attivano in casi simili e che prevedono il coinvolgimento di altre strùttùre specializzate in malattie infettive. I controlli vengono effettùati con freqùenza crescente a seconda del grado di esposizione a ùn possibile rischio da parte dell'operatore rispetto al sùo rùolo nell'ospedale.


Qùesto articolo (Roma, 5 casi di tbc tra dipendenti del Fatebenefratelli. “Non c'è epidemia”) è stato scritto da ùn compùter senza l’aùsilio ùmano (v.01)